Adriana



Carissima Alice Monti,
qui mi vedi in braccio a Sr Oliva, perche’ oggi sono tornata a Chaaria alcune ore, a causa di un problemino al ginocchio. Come sai ora vivo al nuovo Huruma Centre, insieme agli altri bambini che Daniele Schiavinato raccoglie da varie situazioni di disagio. Sto bene e mi trovo a mio agio ad Huruma, che e’ certamente un posto molto confortevole per noi bambini. Vero che sono cresciuta dai tempi in cui mi davi il biberon a Chaaria?
Desidero dirti ancora grazie per aver deciso di aiutarmi con la adozione a distanza. Ti mando un bacione e ti auguro il meglio per il tuo futuro e la tua carriera.

Adriana

 

Sr. Makena, Daniela, Mirella, Giulia, Umberto e Andrea


Oggi abbiamo salutato I quattro volontari del mese di agosto.

Nella foto li vedete insieme a Sr Makena all’estrema sinistra, e a Daniela all’estrema destra.

Da sinistra essi sono Mirella, Giulia, Umberto e Andrea.

Ringraziamo ognuno di loro personalmente per il grande apporto donatoci nelle ultime tre settimane.

Ringraziamo di cuore Mirella ed Andrea per essersi presi cura dei reparti e per aver supportato il non facile compito di Antonio nel tener testa ad un numero sempre crescente di pazienti gravissimi e bisognosi.

Ringraziamo Giulia per la sua presenza discreta e silenziosa e per il prezioso lavoro svolto al fianco di Mercy nel settore odontoiatrico.

Diciamo il nostro grazie sentito a Umberto che ci ha insegnato un po’ di radiologia e ci ha dato qualche strumento in piu’ per la lettura delle lastre dei nostri malati. Lo ringraziamo per il lavoro di ecografista che per tre settimane ha alleggerito fr Beppe ed il Dott Ogembo del lungo lavoro nel settore della diagnostica per immagini.

A Giulia esprimiamo la nostra gioia per il fatto che ha deciso di tornare ancora (i volontari recidivi sono sempre per noi un incoraggiamento, perche’ dimostrano che la volta precedente si erano trovati bene con noi).

Ad Umberto ed ai giovani medici Mirella e Andrea auguriamo di poter tornare ancora in quanto la seconda volta e’ sempre piu’ facile della prima, avendo gia’ preso le misure della nostra situazione ed avendo anche preso coscienza delle patologie tropicali, di necessita’ diverse da quelle incontrate in Italia.


La comunita’ di Chaaria

Suor Oliva


 

84 ANNI DI FEDELTA’

Oggi la famiglia religiosa cottolenghina si e’ stretta attorno a Sr Oliva per celebrare il suo ottantaquattresimo compleanno, cinquantasette anni di professione religiosa e trentasette anni d’Africa.

Oltre ai Fratelli ed alle Suore di Chaaria erano presenti alla celebrazione anche Sr Vicemadre, la consigliera generale Sr Loredana, sorelle provenienti dalle comunita’ di Mukothima, Gatunga e Tuuru, Fr Giancarlo ed I giovani aspiranti della nostra casa formative di Nairobi.

Abbiamo condiviso un pranzo fraterno che ha cementato i rapporti fraterni tra di noi, ed ha fatto sentire alla soerella festeggiata tutto il nostro sostegno e la nostra ammirazione per il traguardo che lei ha raggiunto e che ognuno di noi spera di poter raggiungere un giorno.

Celebrare la fedelta’ di qualcuno e’ sempre anche uno sprone per noi a non lasciarci cadere le braccia, ad andare avanti anche nei momenti piu’ difficoltosi, fino all’ultimo respire della nostra vita.

Ed infatti e’ stato quest oil tema della piccolo riflessione che Sr Oliva ci ha offerto: lei ci ha ditto che il segreto della sua fedelta’ e’ stato quello di abbandonarsi totalmente a Dio, lasciando a lui il compito di risolvere tutti I problemi che la vita, via via, le presentava.

Ci ha spronato a fare sempre tutto per amore di Dio, a cercare di dare sempre del nostro meglio, abbandonandoci poi totalmente a lui soprattutto per la soluzione di quei problemi che sono obiettivamente piu’ grandi di noi.

Ci portiamo nel cuore questi insegnamenti e ci auguriamo di poter camminare sulle orme di Sr Oliva fino al nostro ultimo respire.


Fr Beppe Gaido, a nome dei Fratelli e delle Suore presenti.

Mary Francis e Suor Oliva


Oggi e domani si svolge al Cottolengo Mission Hospital il FREE MEDICAL CAMP offerto dai nostri amici di Detroit negli Stati Uniti.

Mary Frances e’ invece un’infermiera e collabora sia alle attivita’ nursing del reparto insieme alla nostra Claudia, sia alla cura degli orfani. Nella foto la vedete con Sr Oliva.

Quello di oggi e domani e’ un esercizio molto impegnativo perche’ un medical camp gratuito attira un po’ tutti, e siamo veramente invasi dalla gente.

I nostri amici americani non dormono qui in missione, ma fanno i pendolari tra Chaaria e la Diocesi di Meru.

Li ringraziamo e preghiamo che Dio li benedica generosamente. Speriamo anche che Chaaria sia entrata nel loro cuore e possano tornare presto per un periodo piu’ lungo a lavorare con noi.

Fr Beppe

Bartolomeo


Si ringrazia la Sig.ra Chiavazza,
per la sua generosità con il sostegno al piccolo Bart,
attraverso l’adozione a distanza.

E’ toccato a me! Qui mi vedete per l’ultima volta in braccio a Sr Oliva. Oggi sono stato trasferito all’orfanotrofio di Nkabune. Spero che mi troverò bene, anche se per ora ho soltanto un grosso nodo alla gola.

Ciao. Continuate a volermi bene.

Bartolomeo

Bonface e Ken: i gemellini



Mercoledi’ scorso siamo arrivati anche noi due. Oggi compiamo 10 giorni di vita. Siamo maschietti. La nostra mamma era molto giovane e povera. Ha tentato di partorire a casa ma le cose non sono andate per il meglio. C’e’ stata una emorragia importantissima, e le donne del villaggio che si erano adunate per aiutarla, non si sono rese conto che la nostra mamma era gia’ anemica a causa della alimentazione scarsa e a motivo di ripetuti attacchi di malaria che le avevano fatto gonfiare la milza.
L’hanno tenuta a casa, dicendole che sarebbe migliorata, ma il respiro di nostra mamma e’ diventato sempre piu’ affannoso e superficiale. Lei era sempre piu’ debole, e non riusciva neppure a stare seduta. Poi il suo cuore ha smesso di battere… sarebbe bastata una trasfusione, ma tutto questo non e’ avvenuto. Quando saremo grandi ci batteremo anche noi per far capire quanto sia sbagliato voler partorire a casa. Sembra che sia un risparmio di soldi, ma per noi non sarebbe meglio avere nostra madre anche se avessimo speso qualche centinaia di scellini?
Ci chiamiamo Bonface e Ken. I nostri nomi sono stati scelti dalla mamma, prima che ci lasciasse. Il nostro papa’ non lo conosciamo. Forse siamo nati a causa di una avventura galante. Quindi siamo completamente orfani, anche se tecnicamente siamo certi che nostro padre e’ vivo.
Abbiamo invece sentito che Lydia ed Erick prsto verranno trasferiti all’orfanotrofio di Nkabune. E’ una notizia molto triste per tutti i bambini qui presenti, ma anche per i volontari che si prendono cura di noi. D’altra parte ci rendiamo conto che e’ molto difficile seguirci bene, ora che siamo un po’ troppi… infatti siamo in sette e siamo tutti piccolissimi.

I gemellini

Bartolomeo Murithi


 

Durante la Messa domenicale presso l’ospedale di Chaaria, alla presenza di tutti gli altri malati, sono stato battezzato dal parroco di Chaaria (Father John Peter). Il mio padrino e’ Fr Beppe. Mi e’ stato dato il nome di Bartolomeo, in ricordo del Signor Chiavazza che e’ mancato recentemente. Ora il mio nome completo e’ Bartolomeo Murithi.
E’ stata una bella celebrazione. C’era un fantastico coro composto dal personale del Centro. Ora mi sento molto felice. Sono ancor piu’ parte di questa famiglia: i volontari italiani gia’ mi chiamano Bart, ma so che la gente del Meru ama pronunciare il mio nome per esteso. Ora sono un Cristiano a tutti gli effetti: sento l’amore di Dio che si prende cura di me attraverso tutte le persone che mi accudiscono qui a Chaaria, ed anche attraverso chi dall’Italia mi ha voluto adottare.
Il mio vero papa’ non ha voluto neanche venire al battesimo, nonostante fosse stato invitato, ma ora ho un nuovo Padre in Cielo, e tante persone che mi vogliono bene qui in terra.
Ciao


Bartolomeo Murithi


Kangai e Suor Oliva



Kangai, una bella femminuccia di 5 mesi. E’ orfana di mamma, mentre il papa’ e’ vivente. La sua e’ una storia tristissima.
Cinque mesi fa sua madre era stata ricoverata a Materi per il travaglio: purtroppo non era riuscita a partorire normalmente, ed era stata portata in sala per il cesareo.
Tutto sembrava ok, a parte il fatto che la mamma non ha ripreso l’uso delle gambe dopo l’anestesia spinale. Sono poi state fatte delle indagini, e si e’ compreso che non si trattava di un errore tecnico dei medici, ma di un preesistente tumore che gia’ aveva dato metastasi alla colonna ed aveva causato dei crolli vertebrali.
La donna non e’ mai stata dimessa da Materi: l’hanno assistita con dedizione ed amore, ma le condizioni generali sono diventate sempre piu’ scadenti. Sono comparse piaghe da decubito un po’ ovunque, ed una settimana fa la mamma di Kangai e’ volata in Paradiso.
Il marito e’ chiaramente devastato. A casa ha un altro figlio piu’ grande, ed ora non ha piu’ una moglie per prendersi cura di Kangai.
Anche la bimba e’ tristissima: e’ infatti molto piu’ semplice per noi ricevere dei neonati che non hanno avuto esperienza del calore materno, piuttosto che una bimba ormai avvezza al seno di quella madre che ora non vedra’ mai piu’ e che le manca cosi’ tanto. Kangai piange disperatamente, ma speriamo che le nostre coccole la aiutino a riprendersi.
Siamo anche in attesa di un altro neonato, la cui mamma e’ morta di parto a casa. Oggi ho parlato con il padre, che dovrebbe portarci la piccola in settimana.
Ciao.

Fr Beppe